Spedizione canoistica in Tibet
Spedito via aereo il kayak da Kathmandu a Lhasa, dopo la prima notte da inferno per l’altezza di lhasa (3600 m.) siamo partiti per il Basum tso, primo fiume in programma.
Il giorno seguente ci rendiamo subito conto che uno dei più begli ambienti tibetani, il Basum lake, veniva depauperato da ruspe cinesi per la costruzione di un’imponente diga. Tento comunque di scendere il fiume che esce dal lago, ma il capo progettista della diga ce lo impedisce…
Partiamo alla volta dell’altro fiume, il Ligong Tsangpo ( da non confondere con il più noto Yarlung Tsangpo) ma ci rendiamo conto che il mio permesso arriva solo a 46 km dal fiume e non c’è modo di andare oltre…
Optiamo allora per altri fiumi sulla cartina……ma non si sa se siano navigabili…
Finalmente arriviamo al Lin Hai, subito mi rendo conto che non sarà uno scherzo….il fiume è continuo per 30 km grado 4-4+5 e infattibile o con colini di alberi, tutto a 3400 m. di altitudine.
Il giorno seguente perlustro palmo a palmo il percorso, fortunatamente la strada segue il fiume, poi decido di imbarcarmi, so che un mio errore può costare caro, molto caro….sono solo e in caso di bagno è molto se riesco a raggiungere la riva…..il tratto è indescrivibile per la fatica di respirare a quelle quote, ma riesco a percorrere ciò che mi ero prefissato, il film riesce, la giornata è splendida e il tutto è costellato (io metterei incorniciato) da cime da 7000 m., prima tra tutte quella del Namche Barwa 7884 m. E’ una prima e ho disceso il fiume in solitaria.
Il giorno dopo discenderò il Sejela Hai, più ‘umano’ questo: 3+3 a passaggi di 4, bene anche per la troupe di Achille che mi segue per la riprese, anche questa è in PRIMIS!
Poi sto male, febbre a 38,4 e dissenteria, vomito e il terzo fiume, il Kombo, salta.
Vengo ricoverato all’ospedale che è inimmaginabile: senza riscaldamento e le lenzuola sono usate e sporche di sangue di non si sa chi….2 giorni di flebo mi rimettono in piedi.
Ci aspettano altri 3 giorni di viaggio da Lhasa a Kathmandu via terra (in Novembre c’è un solo volo su kathmandu e per mesi è in overbooking), abbiamo già fatto 1000 km e ce ne aspettano altri 988; 5 passi a 5000 m. e dobbiamo valicare l’Himalaya fino ad arrivare a Kathmandu a 4000 m. più in basso.
Il viaggio è bellissimo, vediamo l’Everest a 8848 m., siamo a 70 km dal campo base, il Cho Oiu 8210 m., lo Xixapagma 8012 m. e svalichiamo lungo questa valle da 5200 m. a 1000 m. in 348 km. Tutto è bello se non fosse che l’autista si è fatto tutta la discesa in quinta con il Toyota usando solo i freni….in Cina si usa così….passiamo il confine a piedi in un girone dantesco per il caos che alberga, la pioggia etc….davanti a noi il Bose Kosi.. bellissimo….decido di ultimare le riprese lì!
Il giorno seguente discendo il Bhote Kosi, è paragonabile ad una Dora Baltea dalle fontine in Agosto! Continuo un 4-4+, non si possono commettere errori, avrei perso il kayak!
Il kayak, un Dragorossi che si è dimostrato il miglior mezzo per tutte le discese.
Comunque il successo di questa spedizione è stato frutto di una minuziosa preparazione sia atletica che canoistica, iniziata nel Febbraio del 2006 in India passando per la Grecia in Aprile, torrenti alpini in Italia, Austria, Francia, Slovenia ed ad una minuziosa organizzazione convogli alla Focus per quanto riguarda i permessi da Cina (Tibet), Nepal e per l’equipaggiamento ed il mezzo quale il kayak. |