Tutto il mondo in kayak


REGGIO EMILIALa sfida che va più di moda, nel circo degli esploratori a caccia di record, è scalare le cime più alte dei sette continenti.

Ormai ci provano tutti, anche miliardari o miliardarie senza la minima preparazione specifica.

Carlo Bondavalli ha avuto un’idea uguale e opposta: invece di salire, scendere giù pagaiando dai fiumi di cinque continenti. E c’è riuscito.


O meglio: in Antartide ha dovuto pagaiare in mare, perché là i fiumi non ci sono. «A tutt’oggi ritengo di essere l’unico al mondo » dice fiero della sua impresa.

L’esploratore ha alle spalle un palmarès notevole, fatto di avventura e scienza. Trekking e kajak le sue specialità.

Bondavalli ha raggiunto il Polo Nord geomagnetico;
nello Yemen, girato a piedi, è rimasto senz’acqua; è andato sulle tracce dei dinosauri nel deserto del Gobi; ha provato a vivere da Robinson Crosue.

« Ho completato quest’anno, in Canada, con il Chicko, sopra Vancouver. Ma ne ho percorsi altri quattro. Ho fatto quattro giorni seguendo una compagnia di raft. Mi sono rifatto a un progetto del canadese Pat Marrow, che però scalò le sette cime dei sette continenti ».

« Nell’85 ebbi modo di andare con la barca a vela Basile in Antartide. Portai là il kayak. Percorsi cento chilometri in canoa da solo, seguendo i fiordi dell’Antartide, in mezzo ai pinguini e alle balene. D’estate l’acqua non è ghiacciata ».

In Europa quale fiume ha preso di mira?

« Ho fatto fiumi di quarto, quinto grado. Torrenti belli in Europa ne abbiamo, anche in Italia: il Vanoi in Trentino a maggio, la Dora, il Noce, gli appenninici ».

«Ho fatto il Verdon, in Francia, uno dei migliori che esistano ».

Proseguiamo con l’Asia.

« Sono stato in Indonesia nel 2002, sul Malaga Waja, a Bali. Sono stato il primo a farlo in kayak. Ci vedevano come extraterrestri, per loro non era plausibile il nostro equipaggiamento ».

« Nel febbraio scorso ho fatto anche il Trisuli in Nepal. E qui mi è successo un fatto abbastanza strano ».

« Il fiume non è difficile, ma mi sono trovato in mezzo a una guerra civile tra maoisti e governativi. Quelli che organizzavano la spedizione me l’avevano detto: “Se parti, il rischio è tuo”. Io ero solo sul kayak seguito da un raft col vettovagliamento degli sherpa ».

« Già il terzo giorno ho sentito gli spari. Ci fermiamo. I maoisti hanno attaccato sulla strada che va dall’India a Katmandu. Buttavano granate, noi eravamo nel fiume, sembrava una scena da Apocalypse Now ».

«Nel 2003, in Africa, i fiumi dell’Atlante marocchino, uno per tutti l’Umerbià.

Nel 2004, in Patagonia, una decina.

Nel 2003, Oceania, Nuova Zelanda ».










Da il Resto del Carlino del 06/11/2005

Antartide
Fiume Verdon, Francia
Fiume Chilkotine River e Bridge River, Canada
Fiume Trisuli River, Nepal
Himalaya Tour, Kali Sharda River,
India
Malaga Waja River, Indonesia
Fiume Anesal, Marocco
Fiume Maitakitaky, Nuova Zelanda
Fiume Alluminè, Patagonia

 


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